Cavaliere di Rodi

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lunedì, 09 novembre 2009

VENT'ANNI DAL CROLLO DEL MURO - Piangemmo di gioia allora. Io ero un ragazzo che andava alle medie, ma per motivi familiari (papà italiano e mamma bulgara), avevo attraversato tante volte quella squallida cortina di ferro fra il mondo normale e la sporca dittatura comunista. Fra la libertà e la prigionia, fra il profumo di pulito e la puzza di cavolo, fra la gioia di vivere e la paura di fiatare, fra la vita e la morte, fra il mondo a colori e quello in bianco e nero. Oggi le sfide per il nostro mondo libero vengono da una religione che ha molte somiglianze col comunismo: l'oppressione, la costrizione sociale, la propaganda, le minacce di morte, il terrorismo c'erano nei regimi comunisti e ci sono oggi nelle società islamiche. Non è un caso che i primi terroristi arabi, palestinesi, libici o siriani che fossero, avessero imparato a Mosca l'arte "sopraffina" del terrore. Non è un caso che i temi del pacifismo, del razzismo, del terzomondismo usati in chiave politica vengano dal disgustoso regime comunista sovietico. L'importante è spiegare alle nuove generazioni la disgustosa e disumana dittatura comunista, spiegare loro i troppi legami col partito comunista italiano, spiegare loro che la libertà è un bene che va sempre difeso, ieri da un'ideologia con rituali religiosi, oggi da una religione che ha mire imperialiste.
postato da: CavaliereDiRodi alle ore 17:31 | link | commenti (2)
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domenica, 01 novembre 2009

PERCHE' L'EUROPA NON SI PUO' SVENDERE PER IL PETROLIO - Tutti sospettiamo che l'invasione dell'islam in Europa sia legata ai rapporti economici ed energetici fra il mondo occidentale e i produttori di petrolio. Tutti, o quasi, ci accorgiamo del regime di relativa impunità che subiscono coloro che vengono a imporre agli europei costumi violenti, discriminatori, medievali, insiti in una cultura estranea alla nostra. Tutti ci accorgiamo della differenza che godono alcuni immigrati di altre religioni (ortodossi, buddhisti, induisti), rispetto agli islamici che spesso non sono né la più cospicua minoranza, né rappresentano una cultura priva di potenziali conflitti. Spesso tutto si riduce al problema del terrorismo radicale da un lato e all'esigenza di integrazione dall'altro. Il concetto sottinteso è che chi non è manifestamente terrorista ha il diritto (più che il dovere) di integrarsi nelle nostre società. Il che, tradotto, vuol dire che noi abbiamo il dovere di sottostare alla barbarie di una cosiddetta cultura imposta con tracotanza, insistenza, anche violenza, dall'esterno. "Integrazione" si traduce quindi con rinuncia del principio costituzionale della parità dei sessi, che vale solo per gli italiani e per quegli immigrati che professano religioni pacifiche e NON vale per chi professa un credo discriminatorio nei confronti delle donne e discriminatorio nei confronti delle altre religioni. "Integrazione" si traduce quindi con la presenza di piscine separate per donne, richiesta di medici donne negli ospedali francesi, inglesi, tedeschi, italiani, possibilità di girare in luoghi pubblici completamente mascherati e irriconoscibili e una miriade di altre concessioni che rendono i cittadini di UNA sola religione, di fatto e di diritto, facilitati rispetto a tutti gli altri. La delusione più amara per chi è cosciente dell'invasione islamica in Europa è che chi collabora a tutto ciò non è solo la sinistra europea, per tradizione incline a farsi comandare e, verosimilmente, finanziare dalle dittature orientali (prima era quella sovietica, oggi è quella teocratica del medio-oriente), ma anche una parte dei partiti e delle personalità cosiddetti moderati. In Italia, ad esempio, stupiscono e sconcertano alcune considerazioni di Gianfranco Fini, perché sembrano andare in una direzione favorevole alla facilitazione dell'invasione in corso. Tutto ciò non può non avere a che fare con gli accordi energetici fra Europa e Medio Oriente. Ecco perché, se a livello locale dobbiamo far fronte con forza all'invasione di culture ostili alla nostra, dal punto di vista internazionale ed energetico, dobbiamo puntare a una sempre maggiore indipendenza dalle materie prime di stati che rappresentano tali culture. 
postato da: CavaliereDiRodi alle ore 18:23 | link | commenti
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lunedì, 26 ottobre 2009

MARRAZZO è la vera icona della sinistra moderna. E' l'esempio stesso della differenza fra le parole e i fatti! E' lo specchio del fallimento della sinistra italiana ed europea! Non aggiungo altro. 
postato da: CavaliereDiRodi alle ore 09:33 | link | commenti
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venerdì, 23 ottobre 2009

ANCHE NOI ERAVAMO UN POPOLO DI EMIGRANTI... DICE NAPOLITANO - Basta con queste offese agli Italiani che hanno speso la vita all'estero e hanno contribuito alla grandezza di molte nazioni in cui sono approdati! Basta con questi indecenti paragoni con coloro che vengono qua in Italia senza rispetto e solo pieni di rancore e di pretese. Dietro a queste ipocrite e offensive considerazioni si cela sempre la deferenza verso il mondo arabo, ricco di petrolio, che ci ha imposto la sua moltitudine di poveracci. Una moltitudine che lavora poco e male. Una moltitudine che crea ghetti schifosi e violenti in tutta Europa. Una moltitudine che rifiuta in massa le regole e la cultura delle nostre nazioni e vuole anzi imporre, con le minacce e la violenza, la propria orribile visione del mondo. Non accetteremo mai, noi persone perbene e amanti dell'Italia, il paragone infelice fra gli emigranti italiani e i barbuti che vengono a predicare odio, violenza e sopraffazione nella nostra terra!
postato da: CavaliereDiRodi alle ore 14:59 | link | commenti
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venerdì, 16 ottobre 2009

 LA TRAGICOMMEDIA DEL PD - Sentendo parlare Bersani, il vecchio comunista emiliano che si appresta a rappresentare il nuovo Partito Democratico, un po' viene da ridere, un po' viene da piangere. I contenuti sono, come sempre, assenti, il linguaggio sa di muffa e naftalina, come l'odore acre e nauseante che percepivo da bambino nei numerosi circoli, case del popolo, sezioni che abbondavano a Bologna. Manca solo quel simbolo di morte e dittatura che è la falce con martello incorporato. Nei partiti a ispirazione dittatoriale, pieni di retorica e vuoti di contenuto, com'era il PCI, il timore reverenziale veniva dato dal fatto che ci fosse una folla becera e ignorante, una massa di persone illuse e prese in giro da un'elite intellettualoide, cinica, bugiarda, un folto blocco sociale pilotato da pochi privilegiati pronto a riempire piazze, a mostrare violenza, ad esigere cambiamenti. Oggi di quel partito di ispirazione dittatoriale, in cui la burocrazia e la violenza convivevano nella più grigia tradizione sovietica, sopravvivono le tecniche di demolizione dell'avversario, i cervellotici rituali di partito, gli ultimi gangli di potere annidati in qualche tribunale, in qualche stanzetta di comuni e province, in qualche salotto di parassiti di stato. Quello che manca è il sostegno popolare. Il popolo ha voltato le spalle a questa marmaglia fatta di burocrati incapaci, parolai inconcludenti, intellettuali al caviale. E' rimasto Bersani con le sue vecchie e malinconiche considerazioni da dirigente di cooperativa emiliana. Se non sapessimo quanto sono incapaci e cattivi, verrebbe da seppellirli con una fragorosa risata!
postato da: CavaliereDiRodi alle ore 11:01 | link | commenti
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martedì, 15 settembre 2009

L'EMILIA-ROMAGNA E LA LEGA NORD - L'Emilia-Romagna, la più ricca fra le regioni governate dagli ex-comunisti, sarà uno dei luoghi cruciali in cui si giocheranno le sorti della politica italiana dei prossimi anni. Non lo dico certo perché Casini, Fini, Prodi, Bersani, sono emiliani. I quattro personaggi che ho appena nominato sono archeologia politica e non tanto per questioni anagrafiche, quanto per questioni di testa! L'Emilia-Romagna, con i suoi 4 milioni di abitanti, con una ricchezza sempre più erosa, con un'immigrazione selvaggia, brutale, arrogante, ingiustificata rispetto alle ridotte dimensioni delle sue città, è un'autentica pentola in ebollizione. I gerarchi dell'ex partitone comunista faticano a nascondere la fortissima emorragia di voti che si sposta dal PD non tanto al PDL, ma direttamente alla Lega. Questo succede perché gli emiliani sono stanchi di sentirsi stranieri in casa propria, sono stanchi di stare in fila in ospedale dietro a gente che non ha contribuito al loro benessere, sono stanchi di vedere per le strade grasse donne velate e infagottate e di assistere agli sputi e al piscio degli stranieri lungo i portici delle città e sui sagrati delle chiese. Sono stanchi di sentire bercianti maomettani che in ogni occasione insultano i simboli dei loro padri e dei loro nonni. Sono stanchi di vedere i bei negozi del centro e della periferia trasformarsi in laide bettole mediorientali. Ecco dove andranno a sbattere i discorsi fumosi e inconcludenti della sinistra e di Fini. Andranno a sbattere proprio contro gli abitanti di una regione che veniva considerata l'emblema della sinistra italiana, del comunismo operoso, dolce e assistenziale, ed è oggi invece una calamita per invasori che calpestano e umiliano la storia e le città degli emiliani. L'Emilia-Romagna, in cui il partitaccio comunista resiste solo per il grumo di potere che ha imbastito attorno alle amministrazioni e alle cooperative agricole e alimentari, sta progressivamente cambiando umore e colore politico. I compagni lo sanno benissimo, ma il povero Fini, seppur bolognese, è impegnato da troppi anni a scalare le poltrone romane per comprendere l'entità dell'invasione straniera, anche e soprattutto in Emilia-Romagna. Ecco perché gli emiliani che votano PDL, come me, non seguiranno la strada senza uscita di Fini, ma con ancora più sorpresa una massa sempre più folta di elettori emiliani del PD sta già traslocando verso la Lega Nord che sembra l'unico serio baluardo a contrasto di questa epocale invasione.
postato da: CavaliereDiRodi alle ore 11:58 | link | commenti
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giovedì, 03 settembre 2009

I MORALISTI CATTO-COMUNISTI - Se dovessimo seguire alla lettera i dettami della Chiesa saremmo tutti peccatori. Ci potremmo dividere in due tipi di peccatori, quelli semplicemente tali e quelli che amano fare i moralisti. Nella schiera laida e molto appiccicosa dei catto-comunisti il moralismo è spinto ai massimi livelli. Credo che sia insito in loro per un misto di invidia, cattiveria, disonestà intellettuale, ottusità, che camuffano maldestramente dietro al loro buonismo falso e melenso. Mi fa molto piacere che si accendano i riflettori sul piccolo squallido mondo del catto-comunismo. Giusto per capire chi siano questi santi moralisti che si permettono di spandere giudizi a destra e a manca con il loro velenoso aspersorio.
postato da: CavaliereDiRodi alle ore 15:13 | link | commenti
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martedì, 01 settembre 2009

UN'ICONA POP CHE HA CAMBIATO IL MONDO - Di solito mi occupo di politica, nazionale o internazionale, ma chi pensa che le grandi icone del pop e del cinema americano non abbiano contribuito ad abbattere il tetro mondo comunista? Prendo spunto dall'evento che ha caratterizzato la fine di Agosto qui a Sofia, capitale della Bulgaria. Per la prima volta nel grande stadio Levski è arrivata una delle star che i comunisti provarono a mettere all'indice, salvo poi essere costretti a pubblicare un suo album con l'allora etichetta di stato BalkanTon. Parlo di Veronica Ciccone, in arte Madonna. Sapendo che a fine agosto sarei stato in Bulgaria, non ho resistito e mi sono assicurato un posto fra la ressa, incollato al palco. Ebbene, mi sono goduto lo spettacolo. I 60.000 di uno stadio stracolmo hanno reso lo spettacolo ancora più avvolgente. Centoventimila occhi, tutti incollati a vedere il simbolo del consumismo e della globalizzazione, che per provocazione manda messaggi anti-consumistici e vagamente no-global. Uno spettacolo reso ancora più bello, perché il pubblico di questo paese dell'est si è goduto con la migliore ingenuità possibile lo scintillante show e ha candidamente ignorato le frasi pro amore universale, pro pace nel mondo, anti consumo sfrenato, che ricordano proprio il più cupo periodo di dittatura socialista. La 'Madonna' che adorano i bulgari è proprio quella consumista, platinata, americana, libera e sfacciata, quella che con Micheal Jackson, Stallone, Schwarzenegger, Kim Basinger e altri, li ha fatti sognare, li ha fatti consumare cassette di contrabbando, li ha fatti crescere nel disprezzo per il mondo comunista che era solo grigiore, morte e costrizione. Uno spettacolo che mi ha fatto riflettere sulla grandezza dell'America, con tutti i suoi enormi difetti, e un po' mi ha fatto tornare bambino degli anni '80.
postato da: CavaliereDiRodi alle ore 16:38 | link | commenti
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lunedì, 03 agosto 2009

SCORIE RADIOATTIVE DELLA BOLOGNA COMUNISTA - Quando arriva il due di Agosto a Bologna, accanto alla giusta commemorazione per un'orribile strage di innocenti, la morte di 85 persone nell'ala ovest della Stazione Centrale, si rovescia sulla piazza della Stazione tutto il concentrato di cattiveria e ignoranza che solo la peggiore militanza comunista può spiegare. Fra la sparuta folla inquadrata in televisione ho intravisto solo volti di vecchi la cui demenza senile faceva a gara con il laido ghigno tipico del più squallido militante comunista bolognese. Quello che applaude e fischia a comando del partito. Quello che odia la Lega Nord, ma nelle sezioni ex PCI, oggi PD, parla solo in dialetto bolognese. Quello che viene dirottato a piacimento, e spesso a proprie spese, da una festa dell'Unità a un corteo sindacale, da una commemorazione del 25 aprile a una del 2 agosto. Un'Italia squallida, grottesca, semi-analfabeta, vittima dell'assistenzialismo di partito. Un'Italia che legge Repubblica, per il poco che sa leggere, e chissà se su Repubblica legge anche gli articoli della borghesia della sinistra romana schifata dall'ignoranza dei leghisti, dai dialetti gutturali dei polentoni, dalla chiusura mentale e dal provincialismo del nord. Senza rendersi conto, ovviamente, di essere ancor più provinciale del più chiuso leghista lombardo e di essere l'ultima comoda pedina di un partito ormai in piena decomposizione. I fischi alla Stazione sono le ultime timide e scomposte scorie di una storia che grazie a Dio non c'è più e di uno squallido partito che anche a Bologna scomparirà con la generazione dei rancorosi e turlupinati ottantenni bolognesi.
postato da: CavaliereDiRodi alle ore 15:26 | link | commenti (3)
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giovedì, 30 luglio 2009

PICCOLE STORIE DI SOPRUSI ISLAMICI ALLA PERIFERIA D'EUROPA - A maggio, l'ultima volta che mi trovavo ospite di mio nonno, a Sofia, Bulgaria, accendo la televisione. Mi incuriosisce una notizia del tg, poi ripresa nei vari talk-show locali, poco diversi dai nostri. Il sindaco islamico di un povero villaggio di montagna vicino al confine macedone, ha deciso che d'ora in poi bisognerà giurare sul Corano, che i suoi concittadini dovranno chiamarlo 'bey', una sorta di capo islamico al tempo del califfato turco, e che gli abitanti cristiani del villaggio verranno 'tollerati', seppure 'gheur', variante del termine kafir o kufar (infedeli). Il giorno seguente riaccendo la tv. Apprendo che alle 3 di notte le forze speciali dei servizi di polizia hanno fatto visita al sindaco, l'hanno portato nella capitale per 'interrogarlo' e l'hanno riportato al villaggio. La stessa sera, il sindaco appare sulla piazza centrale del villaggio, sorriso laido e fronte sudata, niente corano in mano, con la bandiera bulgara al fianco e dice alla folla di compaesani accorsi ad ascoltarlo che bisogna essere fedeli allo Stato Bulgaro e alla sua Costituzione. Morale: a volte i metodi spicci di una piccola Repubblica ex-comunista hanno più effetto delle nostre ipocrisie catto-comuniste.
postato da: CavaliereDiRodi alle ore 14:44 | link | commenti (2)
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